Wednesday, December 11, 2013

Un Natale da matti

L’autostrada a quattro corsie se guardi dallo specchietto retrovisore è come un albero di Natale. Le luci delle macchine sono come palle di Natale in movimento, ognuno corre veloce verso casa anche se mancano ancora molti giorni a Natale. I muri di nebbia calano improvvisi a inghiottire tutto, poi le lucine delle palle dell’albero di Natale che si sdraia sull’autostrada a quattro corsie tornano a splendere felici. Dentro ogni macchina c’è un matto che se ne va a casa.

I matti non sono contenti, i matti non sono liberi più liberi degli altri, i matti non sono quelli che hanno trovato la verità, i matti sono molto tristi in realtà. I matti non vanno contenti, i matti non sono contenti, mai. Chi lo dice non ha ma conosciuto un matto vero. Non è mai stato in quelle stanzette fioche dove i matti appoggiano la testa sul tavolino e dormono sogni da matti. Non ha mai visto un matto piangere perché non trova più i suoi occhiali o le sue sigarette. Non c’è proprio niente di bello a essere un matto, almeno come si legge in quelle poesie da quattro soldi o si sente in quelle canzoni da quattro soldi. Non è vero che siamo tutti matti, o almeno, alcuni sono più matti degli altri e i matti stanno male, molto male. Gli altri fanno finta di non essere matti. Sì, siamo tutti matti.

I matti imbrogliano e mentono, i matti possono essere cattivi, molto cattivi. I matti soffrono e implorano un amore che non hanno avuto mai, ai matti manca l’affetto di un abbraccio caldo anche se quando provi ad abbracciarli si scostano schifati sempre. Ma i matti sanno abbracciarsi tra di loro e darsi un bacio sulla guancia con quell’affetto che voi non vi sognate neanche. I matti aspettano di liberare in faccia al mondo tutto l’amore che adesso devono nascondere, e quando lo faranno, oh il mondo cambierà davvero. Ma non succederà qua e ora, perché i matti non guariranno mai.

I matti non hanno il cuore o se ce l’hanno è una caverna nera.

I matti non hanno più niente, intorno a loro più nessuna città, anche se strillano chi li sente, anche se strillano che fa.

I matti dentro alle chiese ci vanno a fumare, centinaia di sigarette davanti all'altare.



1 comment:

Fausto Leali said...

Anche i matti hanno un Altro che si prende cura di loro. Qua e ora. E quando il mondo cambierà davvero.

grazie.

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